Piano triennale di offerta formativa P.T.O.F.

Ottobre 31, 2016

PREMESSA

Il  documento  denominato Piano dell’Offerta  Formativa (P.O.F.), è steso nel rispetto
dell’art. 3 del D.P.R. 8 marzo 1999 n.275 “Regolamento recante norme in materia di
autonomia delle istituzioni scolastiche” e della successiva Circolare Ministeriale n.194 del
4.8.1999.
Contiene il Progetto Educativo e i servizi offerti dalla nostra istituzione scolastica, anche in
collaborazione con i gruppi e le istituzioni che nel nostro territorio operano per l’infanzia.
Si rivolge perciò ai bambini e alle bambine, ai genitori, alle docenti e a tutti coloro che
entrano in contatto con la nostra scuola, per presentare ciò che intendiamo e
c’impegniamo a realizzare per la formazione dei bambini e delle bambine. L’impegno di
tutto il personale scolastico è quello di accompagnarli nella loro crescita serena,
equilibrata, il più possibile ricca di successi, senza perdere di vista che il nostro interesse è
rivolto in ogni modo al loro BENE (nel significato più condiviso del termine!).

LETTURA DEL TERRITORIO

– Presentazione del contesto territoriale

Il territorio di Bagnatica fa parte della media pianura  bergamasca orientale; il Comune
dista 10 Km da Bergamo. Il Monte Tomenone delimita a nord il territorio di Bagnatica e lo
separa dal territorio di Albano S.A.; a nord est il torrente Zerra separa Bagnatica da Costa
di Mezzate. La posizione geografica conferita al paese dall’impianto collinare di origine
morenica fa assumere le caratteristiche di zona a clima temperato. Le stesse colline
scolano le acque nel sottosuolo e danno origine ad una zona acquitrinosa e da qui, pare, deriva il nome Bagnatica.
Il terreno di origine alluvionale è percorso da nord dalla Roggia Borgogna, dal Torrente
Zerra e, da ovest a est, dalla Roggia Bagnatica.

– Il centro abitato ed il suo sviluppo

Il nucleo  storico, i cui primi edifici risalgono al XIII secolo, si è composto intorno a due
strade: la prima collega l’attuale Via Papa Giovanni XXIII, sul confine territoriale con Costa
di Mezzate, con le pendici del Monte Tomenone; la seconda è costituita dalle vie Roma e
Camozzi attorno alle quali si sviluppa la parte edificata che contiene esempi di architettura
con caratteristiche locali.
La  grande edificazione è poi avvenuta negli anni ’50 intorno alla strada provinciale
Bergamo-Costa Mezzate. Su tale arteria  sono sorti, nel corso degli anni, tutti i principali
servizi della Comunità; proprio questa strada ha fatto sì che il nucleo di antica formazione
ed il centro del paese rimanessero compresi fra la medesima e le colline a nord.
Infatti, nella piazza della Chiesa sono sorti con il tempo: il Municipio, l’Asilo, le Scuole
Elementari, l’Oratorio ed anche attività commerciali.
L’aspetto del paese, tipicamente rurale con presenza di cascine nel centro, si è modificato
con l’avvento dell’attività industriale. L’intero territorio si presenta, oggi, con caratteristiche
di sovrapposizione di elementi derivati da un’accelerazione urbanizzativa sia a carattere
residenziale sia industriale e artigianale sopra agli elementi dell’originaria economia
agricola.

-Aspetti demografici e sociali

La dinamica del Comune di Bagnatica è stata, negli ultimi anni, particolarmente vivace,
anche in dipendenza della favorevole situazione economica che ha portato un fenomeno
di immigrazione in continua crescita.
Oggi tale situazione continua a verificarsi in virtù della presenza di numerosi servizi che il
Comune e la Parrocchia hanno offerto alla popolazione e che garantiscono un sicuro
miglioramento della qualità della vita.
Oggi la popolazione del Comune risulta di circa 6000 abitanti.

PIANO ORGANIZZATIVO

L’anno scolastico 2016/2017 si apre con la presenza di n 103 bambini di età compresa tra
i 3 e i 6 anni e n.2 bambini anticipatari per un totale di n.105 bambini.
I bambini sono suddivisi in cinque sezioni eterogenee per età e genere.
Sono inseriti bambini e bambine con genitori di nazionalità  romena e marocchina.
Durante la giornata i bambini vengono suddivisi in gruppi omogenei per età. Al mattino i
gruppi rossi lavorano con l’educatrice in laboratori di manipolazione. A rotazione tutte e tre
le età seguono percorsi con gli esperti e al pomeriggio si formano gruppi di bambini di 4 e
5 anni per i laboratori di “gioco con la matematica” e di “gioco con le parole”.

PROGETTO AMBIENTAMENTO

Il periodo definito tradizionalmente come inserimento del bambino alla scuola
dell’infanzia è in realtà il periodo dell’ambientamento dei bambini, dei genitori e del
personale della scuola. L’ambientamento può essere concepito come graduale distacco
del bambino dalla famiglia o come  graduale conoscenza di un nuovo mondo. Questi
due concetti conducono a sviluppi differenti. Il distacco prevede continui e cauti tentativi
del genitore per saggiare la reazione del bambino al suo allontanamento, mentre la
graduale conoscenza dell’ambiente implica la costante presenza del genitore che
interagisce attivamente con il bambino per aiutarlo a  simpatizzare con l’ambiente e le
persone diminuendo gli effetti di timore verso l’ignoto.  Di fondamentale importanza per un
buon inserimento della famiglia alla scuola dell’infanzia è che i genitori inseriscano il
bambino accreditandogli importanti capacità e valorizzando il suo saper stare in maniera
attiva nel mondo che lo circonda. E’ soprattutto importante che lo ritengano capace di
affrontare la realtà insieme ad altri coetanei al di fuori dell’attività tutoria delle figure
familiari. Al bambino devono essere riconosciute chiavi interpretative della realtà, oltre che
la capacità di costruire relazioni multiple senza il timore che queste inficino i forti legami
con il padre e la madre.

Operativamente per la fase di inserimento vengono adottate le seguenti strategie:

1.  L’Open day   come primo momento di conoscenza degli spazi e delle insegnanti.

2.  Un’assemblea  per i genitori dei nuovi iscritti, in cui il personale della scuola
dell’infanzia si presenta, illustra, anche con l’ausilio di materiale cartaceo il funzionamento
della scuola e discute con i genitori le linee guida e le modalità dell’inserimento.

3.  Un colloquio individuale  che si svolge nel mese di ottobre, tra l’insegnante e i
genitori per condividere emozioni, osservazioni, dubbi e aspettative nei confronti della
nuova esperienza scolastica.

4.  La gradualità e la flessibilità nelle modalità di inserimento: nonostante sia previsto
un calendario che norma le tappe della stesso, a seconda delle risposte dei bambini e
delle necessità potranno essere prese in considerazione variazioni nei tempi e nelle
modalità dell’inserimento.

5.  L’osservazione  come strumento metodologico che permette all’adulto di
mantenere un atteggiamento di attenzione, comunicazione e di disponibilità e che offre
dati di conoscenza dei bambini e delle loro simpatie e relazioni amicali, utili nella
formazione dei gruppi sezione  .

6.  L’inserimento a grande gruppo con tutte le attenzioni e le cautele organizzative
che questo comporta, sembra offrire la possibilità alle insegnanti di osservare le
preferenze relazionali dei bambini verso i coetanei e le insegnanti, utilizzandole nella
formazione dei gruppi sezione, al fine di facilitare l’inserimento del bambino stesso. La
formazione delle sezioni per i bambini in fase d’inserimento, viene definita prima dell’inizio
della nanna. I criteri utilizzati per la formazione delle sezioni sono: osservazione delle
relazioni tra bambini e tra bambino  e adulto, richieste dei genitori, indicazioni delle
educatrici del nido, disponibilità di posti nelle sezioni, bambini con legami di parentela
presenti nella sezione.

7.  Lo spazio  come elemento comunicativo di estrema rilevanza, e costitutivo della
formazione del pensiero. L’insegnante progetta lo spazio relazionale nel periodo
dell’inserimento, a partire dall’arredo e dal materiale esistente, in modo che sia
riconoscibile dal bambino e dal genitore, funzionale in quanto facilmente accessibile ai
bambini anche senza la mediazione dell’adulto. Come lo spazio i materiali di gioco
vengono scelti sulla base della loro funzionalità educativa e del momento progettuale in
atto.
Un momento d’incontro e di auto-aiuto tra genitori durante i due giorni del distacco .
All’interno della scuola viene data la possibilità ai genitori di conoscersi, di condividere i
propri stati d’animo, le proprie ansie, preoccupazioni, timori, serenità, e di confrontarsi
sulle strategie messe in atto, con la mediazione della coordinatrice. Il secondo giorno i
genitori preparano un libretto con le fotografie della famiglia che rimarrà a scuola come
oggetto di consolazione e vicinanza affettiva per il bambino in inserimento

tabella

 

 

 

 

 

 

PROGETTO EDUCATIVO

FINALITA’

Attraverso percorsi, obiettivi, contenuti e metodi la Scuola dell’Infanzia si propone di  aiutare le
famiglie dei bambini e delle bambine nel processo di crescita che porti a :

–  Sostenere il bambino e la bambina nel processo di maturazione della propria identità, di ricerca
di senso alla propria vita, di acquisizione di una maggior consapevolezza di sé, del proprio
corpo, delle proprie competenze motorie, linguistiche, percettive, relazionali, cognitive ed
espressive;
–  Promuovere nel bambino e nella bambina l’autonomia in relazione a se stesso e all’ambiente;
–  Sviluppare il senso di cittadinanza  e di comunione  promuovendo legami  significativi nella
scuola e nella comunità.

In relazione alle  SCELTE METODOLOGICHE  la scuola progetta
salvaguardando:

–  La valorizzazione del gioco  nelle sue forme ed espressioni: gioco di finzione, gioco di
movimento, grafico pittorico, narrativo. Ai bambini  deve essere offerta la possibilità di
impegnarsi quotidianamente in attività ludiche, liberamente scelte , in un ambiente generoso e
stimolante, in un ambiente cioè nel quale il gioco non costituisca un momento residuale della
giornata infantile o un momento di sfogo rispetto ad attività più impegnative , ma una situazione
di esperienza centrale cui gli adulti dedicano particolari attenzioni e cure , soprattutto
nell’allestimento e nella progettazione dell’ambiente (un ambiente per il gioco con materiali
pensati, vari accessibili, ben organizzati che possono stimolare l’attività ludica di piccoli gruppi
di bambini con tempi dilatati e in maniera non occasionale).
–  L’esplorazione e la ricerca partendo dall’accoglienza delle proposte del bambino/a e delle sue
esperienze di vita. La progettazione viene considerata luogo d’incontro tra le ipotesi dell’adulto
e i bisogni del bambino, considerando il bambino non solo il destinatario delle proposte
didattiche dell’insegnante, ma diretto protagonista delle stesse.
–  La  vita relazionale  con attenzione alle relazioni tra bambini e tra bambini e adulti,  come
condizione per pensare, fare e agire. Per i bambini stare con i coetanei può rappresentare una
fonte di scoperta, di frustrazione, d’imitazione fino alla sperimentazione di sentimenti di vera e
propria amicizia. L’incontro con l’altro è essenzialmente l’incontro con il proprio simile e con il
diverso da sé.
–  La mediazione didattica intesa come l’insieme di tutte le strategie e gli strumenti per orientare,
sostenere, guidare lo sviluppo e l’apprendimento del bambino. Una relazione educativa
costruttiva  deve farsi carico dell’interconnessione tra azioni messe in atto dall’educatore per
promuovere , intenzionalmente , apprendimenti e azioni intraprese dai bambini all’interno dei
loro giochi e che sono sempre volte a una ricerca autonoma del sapere.
–  La documentazione  come strumento che consente di rievocare, riesaminare, analizzare,
ricostruire, socializzare l’itinerario didattico con  le docenti, i genitori, e i bambini e le bambine.
La documentazione può essere di tipo verbale, grafico e audiovisivo e  viene raccolta in itinere
al fine di favorire l’informazione e la continuità.
–  Il ruolo dell’insegnante  quale regista del contesto di gioco e di crescita del bambino.
L’insegnante attraverso un’attenta e continua osservazione del gruppo sezione costruisce i
progetti, formula proposte didattiche, organizza lo spazio offrendo stimoli che ogni bambino
può liberamente raccogliere ed espandere. Si pone come ponte tra la famiglia e la scuola,
sostenendo il processo di ambientamento del bambino e della sua famiglia e di collegamento
con la nuova realtà sociale.  All’insegnante è quindi richiesta capacità di accogliere,
competenza professionale, flessibilità, capacità riflessiva e di cura.
Più in particolare, l’intervento dell’insegnante ha le seguenti caratteristiche:
–  l’insegnante allestisce un contesto che crede possa sollecitare la curiosità del bambino;

–  l’insegnante aspetta l’iniziativa infantile e se non arriva, la sollecita in modo neutro;
quando l’iniziativa del bambino si manifesta;
–   l’insegnante la rispecchia ripetendo verbalmente ciò che il bambino dice, descrivendo
verbalmente ciò che il bambino fa, imitando i comportamenti del bambino;
–  l’insegnante , non solo rispecchia, ma anche espande le iniziative dei bambini.

In relazione alle SCELTE PROGETTUALI   la scuola ha inserito LO SPAZIO
DELLA SPIRITUALITA’ che nasce dal considerare che l’esperienza della spiritualità
ha a che fare con la prospettiva del  senso    e del valore incontrato  capace di suscitare
riconoscenza e ringraziamento.
Si potrebbe dire che essa è “il modo di Dio di essere con noi e il nostro modo di essere con Dio”.
La spiritualità è connaturale all’uomo e quindi ancor di più ai bambini: non è qualcosa che si deve
insegnare o indurre in loro: la scuola deve solo aiutare i piccoli a viverla ed a esprimerla.
Occorre tener conto del fatto che molti bambini oggi sono completamente digiuni della dimensione
religiosa e spirituale. Spesso succede che il primissimo annuncio avvenga proprio a scuola.
Questo comporta la gradualità nell’introdurre il bambino all’esperienza di Dio, una gradualità che
può corrispondere ad una progettualità degli atteggiamenti distesa nel tempo (da settembre a
giugno).

Alla luce di ciò, la  scuola   per poter  introdurre i bambini alla spiritualità della preghiera, pone  le
seguenti attenzioni  :

–  lo  spazio  nella sezione, ovvero un luogo identificabile e ordinato che abbia quelle
caratteristiche che aiutino i bambini a sentire la presenza del Mistero, di Dio e che testimoni
il cammino annuale
–  un tempo giornaliero preciso e costante
–  un avvenimento attorno al quale si costruisce l’inizio del momento di preghiera-festosa.
–  un’accoglienza con i suoi gesti e i suoi ritmi musicali
–  un gesto simbolico, spiegato da una parola
–  rito di adesione: la relazione con Dio
Per la scuola è importante che   Nessuno sia obbligato, a nessuno sia impedito, nessuno si
senta escluso!

Sempre in relazione alle  SCELTE PROGETTUALI    la scuola  investe particolare
attenzione nella promozione delle competenze logico- matematiche attraverso la costruzione di
setting ludico-motori in cui il bambino in prima persona viene condotto all’apprendimento dei
concetti matematici.
Il bisogno che il bambino ha di sapere, di capire, di scoprire e di controllare il nuovo e l’incerto , è
alla base del suo apprendimento e del suo continuo adattamento alla realtà che va continuamente
compresa e trasformata a proprio vantaggio. L’azione  trasforma il bambino nei suoi rapporti di
esistenza temporali e spaziali e quindi anche relazionali con  se stesso, con gli altri e l’ambiente.

L’educazione alla matematica ha l’obiettivo di far acquisire al bambino saperi e competenze che lo
pongano nelle condizioni di avvicinare, per poi possedere, una corretta  capacità di giudizio e di
orientamento  sempre più consapevole nei diversi contesti del mondo.
Questo apprendimento si fonda sulle capacità logiche che vengono esercitate in contesti spazio-
temporali, perché, per i bambini , il risolvere i problemi che la vita quotidiana pone loro, è agire.
Infatti, agire è a causa di …. per ottenere ciò che non si ha (fatto logico), è in cortile, a tavola, al
parco … (fatto spaziale) ed è prima/dopo di … o fra … (fatto temporale).

I concetti spazio-temporali sono ritenuti primitivi, cioè non riconducibili ad altri concetti perché non
possono essere appresi e non possono essere dati tramite l’uso delle definizioni, ma  solo acquisiti
attraverso l’esperienza.
Il bambino nella prima infanzia, ha quindi un unico modo per acquisire i concetti primitivi, cioè
viverli con il corpo e con il proprio agire in un contesto spazio/temporale ed esercitare delle
associazioni logiche.

La scuola ha avviato da qualche anno, sia nella giornata che nei laboratori pomeridiani, spazi che
promuovono l’uso quotidiano degli schemi motori  e di  esperienze ritmiche/motorie necessarie
nell’apprendimento futuro dei concetti di  numero, di tempo, di  spazio e di logica.
Nel gioco di movimento gli studi epistemologici hanno sempre evidenziato il forte  legame che
esiste fra i dinamismi ludici e i concetti , specialmente matematici,  richiesti come   pre-requisiti
dalla scuola primaria.

La scuola accoglie bambini diversamente abili con la stesura di una PROGETTAZIONE
INDIVIDUALIZZATA  (P.E.I.). La struttura del P.E.I. si basa sulla proposta elaborata
dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo ed è articolata in più parti: storia personale e della
famiglia, dati osservativi su diverse aree di sviluppo della persona, il profilo dinamico e funzionale,
proposte operative d’intervento educativo, verifica e valutazione dei risultati diversificati nei diversi
ambiti di vita del bambino, relazione di fine anno con indicato eventuali sviluppi da perseguire
l’anno successivo.
La scuola usa questa documentazione con una certa flessibilità, selezionando le parti che
considera più adatte al caso in esame e più funzionali per l’intervento educativo. Il servizio agisce
anche nell’ambito della formazione degli adulti coinvolgendoli in percorsi formativi e di
collaborazione educativa tra scuola e famiglia.  Il documento viene discusso e integrato dalle
proposte degli operatori socio sanitari, degli specialisti e della famiglia. Entro Novembre la scuola
produce tale documentazione.
Alla luce delle Indicazioni Nazionali Ministeriali, possono essere accolti bambini anticipatari in caso
di disponibilità di posti e reperimento di altri spazi. I bambini anticipatari partecipano per i primi due
anni di frequenza, alle attività del gruppo piccoli.

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE

L’obiettivo principale della scuola dell’infanzia è la maturazione del Profilo educativo, dei bambini e
delle bambine che la frequentano alla luce delle Indicazioni Ministeriali per il Curricolo, nel quadro
dell’ispirazione cristiana della scuola.  La progettazione fa riferimento agli  Obiettivi specifici
d’apprendimento. Questi comprendono conoscenze e abilità riferite a discipline e livelli essenziali
di prestazione di ciascun bambino e bambina, tenendo conto delle loro capacità e competenze.

Il sé e l’altro
Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme
–  Il bambino sviluppa il senso dell’identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei
propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato.
–  Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della famiglia, della comunità
e sviluppa un senso di appartenenza.
–  Pone domande sulle diversità culturali, su ciò che è bene o male, e ha raggiunto una prima
consapevolezza dei propri doveri che determinano il suo comportamento.
–  Riflette, si confronta, discute con gli adulti e con gli altri bambini
–  È consapevole delle differenze e sa averne rispetto.
–  Ascolta gli altri e dà spiegazioni del proprio comportamento e del proprio punto di vista.
–  Gioca e lavora in modo costruttivo e creativo con gli altri bambini.

–  Comprende chi è fonte di autorità e di responsabilità nei diversi contesti, sa seguire regole di
comportamento e assumersi responsabilità.

Il corpo in movimento

Identità, autonomia, salute
–  Il bambino raggiunge una buona autonomia personale nell’alimentarsi e nel vestirsi, riconosce i
segnali del corpo, sa che cosa fa bene e che cosa fa male, conosce il proprio corpo, le
differenze sessuali e di sviluppo e consegue pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana
alimentazione.
–  Prova piacere nel movimento e in diverse forme di attività.
–  Controlla la forza del corpo, valuta il rischio, si coordina con gli altri.
–  Esercita le potenzialità sensoriali, conoscitive, relazionali, ritmiche ed espressive del corpo.
–  Conosce le diverse parti del corpo e rappresenta il corpo in stasi e in movimento.

Linguaggi, creatività, espressione

Gestualità, arte, musica, multimedialità.
–  Il bambino segue con attenzione e con piacere spettacoli di vari tipo.
–  Comunica, esprime emozioni,    racconta, utilizzando le varie possibilità che il linguaggio del
corpo consente. Inventa storie e si esprime attraverso diverse forme di rappresentazione e
drammatizzazione. Si esprime attraverso il disegno, la pittura e altre attività manipolative e sa
utilizzare diverse tecniche espressive.
–  Esplora i materiali che ha a disposizione e li utilizza con creatività.
–  Formula piani di azione, individualmente e in gruppo, e sceglie con cura materiali e strumenti in
relazione al progetto da realizzare.
–  È preciso, sa rimanere concentrato, si appassiona e sa portare a termine il proprio lavoro.
–  Ricostruisce le fasi più significative per comunicare quanto realizzato.

I discorsi e le parole

Comunicazione, lingua, cultura
–  Il bambino sviluppa la padronanza d’uso della lingua italiana e arricchisce e precisa  il proprio
lessico.
–  Sviluppa fiducia e motivazione nell’esprimere e comunicare agli altri le proprie emozioni, le
proprie domande i propri ragionamenti e i propri pensieri attraverso il linguaggio verbale.
–  Racconta, inventa, ascolta e comprende le narrazioni e la lettura di storie, dialoga, discute,
chiede spiegazioni e spiega, usa il linguaggio per progettare le attività e per definire le regole.
–  Sviluppa un repertorio linguistico adeguato alle esperienze e  agli apprendimenti compiuti nei
diversi campi di esperienza.

La conoscenza del mondo

Ordine, spazio, misura, tempo, natura
–  Il bambino raggruppa e ordina secondo criteri diversi, confronta e valuta quantità: utilizza
semplici simboli per registrare; compiere misurazioni mediante semplici strumenti..
–  Colloca correttamente nello spazio se stesso, oggetti, persone; segue correttamente un
percorso sulla base di indicazioni verbali.
–  Riferisce eventi del passato recente.
–  Osserva i fenomeni naturali e gli organismi viventi.
–  È curioso, esplorativo, pone domande, discute, confronta ipotesi, spiegazioni, soluzioni e azioni.
–  Utilizza un linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni o le esperienze.

Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.)
–  Osservare il mondo che viene riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi dono di Dio
Creatore.

–  Scoprire la persona di Gesù di Nazaret come viene presentata dai Vangeli e come viene
celebrata nelle feste cristiane.
–  Individuare i luoghi di incontro della comunità cristiana e le espressioni del comandamento
evangelico dell’amore testimoniato dalla Chiesa.

(Tratto dalle Indicazioni per il curricolo per la  scuola dell’Infanzia e per il primo ciclo d’istruzione.
Roma Settembre 2007).

TRAGUARDO DELLO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DEL
BAMBINO AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA
5 ANNI (verde)

FRUIZIONE E PRODUZIONE DI MESSAGGI
Ascoltare
–  Si pone in situazione di ascolto: è in grado di dare attenzione a chi gli parla, mostra di capire
quanto gli viene detto e/o richiesto; ascolta e comprende semplici fiabe, filastrocche….
Comunicare
–  Parla usando una pronuncia chiara e corretta della parola
–  Nomina appropriatamente oggetti, persone e azioni
–  Formula semplici frasi correttamente strutturate
–  Esprime sentimenti e stati d’animo con la voce
Leggere e comprendere
–  Riconosce segni e simboli convenzionali e non, ne rileva le differenze e le somiglianze
–  Familiarizza con i libri trovando interazioni tra lingua scritta e orale
–  Legge le immagini di semplici storie in sequenza
–  Dimostra curiosità per il sistema di scrittura
–  Riproduce simboli convenzionali
–  Riconosce e scrive il proprio nome
–  Utilizza il linguaggio grafico-pittorico , mimico-gestuale per esprimersi
–  Esplora e sperimenta la realtà sonora
–  Familiarizza con alcuni suoni e semplici termini relativi alla lingua inglese

ESPLORARE, CONOSCERE, PROGETTARE
–  Possiede i concetti topologici minimi
–  Sa organizzarsi nello spazio
–  Sa organizzare lo spazio foglio
–  Classifica oggetti per forma, colore uso
–  Esplora l’ambiente con i 5 sensi
–  Ordina oggetti per dimensione
–  Forma insiemi
–  Associa le quantità al simbolo numerico corrispondente (entro il 7)
–  Mette in ordine logico-temporale una storiella (3 sequenze)
–  Associa l’ordine di arrivo di una gara alla posizione corretta
–  Legge una tabella a doppia entrata
–  Riconosce alcune forme geometriche : triangolo, cerchio, quadrato
–  Conosce alcuni strumenti di misurazione convenzionale e non
–  Esegue un percorso e lo rappresenta graficamente
–  Si pone domande per comprendere situazioni problematiche
–  Distingue un fatto reale da uno fantastico
–  Coglie lo scorrere del tempo in relazione alle proprie esperienze di vita
CORPO, MOVIMENTO, SALUTE
–  Conosce le parti del corpo e la sua articolazione
–  Affina gli schemi posturali di base
–  Ha una buona percezione dello schema corporeo
–  Ha un buon equilibrio
–  Percepisce la simmetria corporea (sa completare simmetricamente una figura)
–  Colora rispettando i margini
–  Ritaglia seguendo una linea tratteggiata
–  Conosce e utilizza le modalità corrette del piano di evacuazione
–  Esegue correttamente consegne motorie
–  Si muove in modo adeguato in relazione all’ambiente in cui si trova

RELIGIONE CATTOLICA
–  Riconosce le bellezze del creato come dono di Dio
–  Scopre la figura di Gesù come viene celebrata nelle feste cattoliche e come viene descritta nei
Vangeli
–  Individua i luoghi d’incontro della comunità cristiana e le espressioni del comandamento
evangelico dell’amore testimoniato dalla Chiesa

VERIFICA E VALUTAZIONE

La valutazione riveste un ruolo importante nell’azione educativa della scuola dell’infanzia e si
colloca in un rapporto d’interdipendenza dinamico con la progettazione, perché permette di
adeguare e rendere più aderente il percorso educativo alle esigenze dei bambini e delle bambine,
in continua regolazione dei processi d’apprendimento.
Gli strumenti che vengono utilizzati nella scuola sono:
•  osservazione carta e matita
•  griglie d’osservazione
•  verifiche grafiche
I dati raccolti sono oggetto da parte del corpo docente di:
•  registrazione attraverso un linguaggio condiviso dal collegio
•  condivisione e interpretazione
Nella fase iniziale dell’anno, l’insegnante avvia il processo di conoscenza  del bambino e della
bambina con:
•  colloqui con i genitori
•  l’osservazione sistematica e guidata nei primi tempi di frequenza della scuola.
Tali dati saranno il presupposto di base sul quale innestare successivamente la progettazione del
lavoro.
I dati raccolti nel corso dell’anno scolastico saranno integrati con osservazioni e prove oggettive
tese a valutare il livello di sviluppo raggiunto dal singolo bambino nei vari campi, con particolare
attenzione alle coordinate fondamentali che riguardano: autonomia, relazione,  motivazione  e
apprendimento.
E’ previsto un colloquio individuale con i genitori dei bambini di 3 , 4 e 5 anni a fine anno
scolastico.
E’ prevista la compilazione della scheda personale di presentazione alla scuola primaria di ogni
bambino e di ogni bambina.
I tre momenti di valutazione qui formalizzati non escludono, anzi presuppongono, che vi sia da
parte della docente un atteggiamento di osservazione costante, volta a rivelare quotidianamente i
percorsi cognitivi, relazionali che ogni bambino e bambina intraprende in una sintesi fra la
potenzialità individuali e le opportunità fornite dall’ambiente educativo nel quale il bambino e la
bambina è integrato.
La GIORNATA TIPO  alla scuola dell’infanzia:

9.00 – 9.15     ingresso ed accoglienza

9.15 – 10.00     routine: “chi c’è chi non c’è, che tempo fa?, momento di preghiera, canti, spuntino e igiene personale

10.00 – 11.00   attività strutturate in sezione o intersezione

11.00 – 11.30   igiene personale

11.30 – 12.30   pranzo

12.30 – 14.15   attività di gioco spontaneo  per i bambini di 4 e 5 anni in cortile o in salone

12.30 – 15.30   igiene personale e riposo per i bambini di 3 anni

14.15 – 14.30   igiene personale per i bambini di 4 e 5 anni

14.30 – 15.30   attività strutturata in sezione o intersezione

15.30 – 15.45   saluto in sezione

15.45 – 16.00   ricongiungimento

ORARIO DI FUNZIONAMENTO

La scuola dell’infanzia è aperta da  lunedì a venerdì, da Settembre a Giugno secondo il
calendario deliberato dal C.d.A. e in riferimento alle indicazioni regionali e ministeriali. Per
le famiglie è previsto un servizio di anticipo a pagamento dalle 7.30 alle 9.00 e di posticipo
dalle 16.00 alle 17.30, attivato secondo il Regolamento della scuola.

SPAZI E ATTREZZATURE

Lo spazio della scuola è progettato per consentire ai bambini di orientarsi autonomamente
riconoscendo angoli d’interesse e materiali gioco e organizzato per favorire contesti in cui
sperimentare, scoprire, interagire, apprendere in gruppo o individualmente.
La scuola dispone di:
n.5 sezioni
n.4 bagni
sala sonno
salone gioco
sala pranzo
n.2 sale per attività
ingresso e ampi corridoi
chiesetta
sala insegnanti
giardino
cucina/spazio uffici/lavanderia e magazzino

GESTIONE AMMINISTRATIVA

Il Consiglio di Amministrazione è composto da : presidente (parroco), n.2 rappresentanti
dell’Amministrazione Comunale, n.2 rappresentanti del Consiglio Affari Economici della
parrocchia, n.1 rappresentante dei genitori, n.1 rappresentante della Curia vescovile. La
segretaria e la Coordinatrice assistono normalmente alle sedute del C.d.A..

ORGANO CONSULTIVO

Comitato scuola-famiglia formato dai rappresentanti dei genitori, dalle docenti e dalla
coordinatrice.

PERSONALE DELLA SCUOLA

n° 1 coordinatrice pedagogico didattica
n° 5 docenti titolari di sezione
n° 1 insegnante di appoggio
n° 1 educatrice a tempo pieno
n. 1 amministrativa
n. 3 ausiliarie di cui n.1 dipendente ditta esterna
n.2 volontarie

La cucina interna è appaltata a una ditta esterna
Il rapporto di lavoro del personale è regolato dal C.C.N.L. stipulato tra FISM e
organizzazioni sindacali.

RISORSE FINANZIARIE

La scuola si avvale:
–  delle rette corrisposte dalle famiglie;
–  dei contributi erogati dal Comune per il contenimento delle rette e per l’attuazione del  –
Piano di diritto allo Studio;
–  del sussidio ordinario di gestione erogato dal Ministero dell’Istruzione;
–  del contributo per il sistema scolastico integrato erogato dal Ministero dell’Istruzione;
–  del contributo a sostegno del funzionamento delle scuole dell’infanzia autonome ,
erogato dalla Regione Lombardia;
–  di contributi straordinari da parte  della Parrocchia ed  eventualmente di  Enti vari del
territorio.

PROGETTI    A SUPPORTO DELLA QUALITA’ DELL’OFFERTA
FORMATIVA

–  Progetto Accoglienza
–  Progetto di attività psicomotoria per i 3-4-5 anni
–  Progetto di attività musicale per i 3-4-5 anni
–  Progetto di educazione alla teatralità per i 4 anni
–  Progetto di Gioco con la matematica per i 4 e 5 anni
–  Progetto di Gioco con le Parole per i bambini di 5 anni
–  Progetto continuità nido-infanzia-primaria
–  Progetto  Mostra a fine anno scolastico
–  Uscite in biblioteca se programmate nei progetti di sezione e/o intersezione
–  Uscite didattiche per i 3 , 4 e 5  anni
–  Uscite sul territorio se programmate nei progetti di sezione e/o intersezione
–  Progetti di formazione per i genitori
–  Progetti di solidarietà
–  Spazi di festa per le famiglie
–  Progetti in collaborazione con le associazioni del territorio
–  Progetto di psicomotricità relazionale in orario extrascolastico, a pagamento

PER MIGLIORARE LA QUALITA’ DEL SERVIZIO

Nella nostra scuola tutto il personale scolastico s’impegna ad accogliere le richieste e le
segnalazioni dei genitori con atteggiamento d’ascolto, disponibilità a fornire indicazioni o
ad indirizzare l’interessato alla persona o alla sede più opportuna, con l’obiettivo di
migliorare il servizio prestato oppure, qualora si rendesse necessario, pervenire ad una
soluzione soddisfacente e corretta dell’eventuale problema.
Per quanto riguarda eventuali reclami, questi possono essere espressi in forma orale e
scritta, devono essere circostanziati e devono indicare le generalità del proponente.
Le segnalazioni orali devono essere successivamente sottoscritte; non saranno presi in
considerazione reclami anonimi.

Approvato dal collegio docenti in data 7 Aprile 2016